Tumori Urologici

Sezione dedicata ai principali tumori di interesse urologico.

Tuesday, December 12, 2006

TUMORI TESTICOLARI
Costituiscono l’1-2% di tutte le neoplasie maligne, ma sono al terzo posto nei tumori maschili. In Italia il trend è in aumento, con un'incidenza di 750-1000 nuovi casi annui (3-4 casi per 100.000 maschi). Nel 5-6% dei casi il soggetto colpito è affetto da criptorchidismo, tanto è vero che il tumore del testicolo colpisce più frequentemente il testicolo destro, quello che si presenta più spesso come criptorchide; la suscettibilità cresce se il criptorchidismo non è stato corretto entro i 5 anni di vita, e se il testicolo era dislocato in sede addominale (in questo caso 1 su 20 diventa neoplastico). La familiarità è possibile, ma non frequente. Altri fattori di rischio sono l'esposizione della madre agli estrogeni durante la gravidanza, lesioni testicolari traumatiche e infettive, atrofia congenita.

Classificazione. A seconda dell’istotipo d’origine del tumore è possibile distinguere tra neoplasie a cellule germinali (90%) dei casi) e a cellule non germinali (10%).
1) NEOPLASIE A CELLULE GERMINALI
- Seminoma (40% dei casi, 3 varianti: classica, anaplastica e spermatocitica)
- Tumori a cellule embrionali (varianti: dell'adulto e infantile)
- Tumori del sacco vitellino
- Teratomi
- Corioncarcinomi
- Tumori misti (40% dei casi)
2) NEOPLASIE A CELLULE NON GERMINALI
- Tumori a cellule del Sertoli
- Tumori a cellule del Leydig
- Tumori a cellule della granulosa
- Tumori a cellule miste
Inoltre è possibile repertare nel testicolo ripetizioni secondarie da altre neoplasie (più spesso si tratta di linfomi, leucemie, tumori di prostata, polmone, stomaco e rene).

Stadiazione. Per il testicolo è molto diffusa la stadiazione di Peckham:
- stadio I: limitato al testicolo
- stadio II: linfonodi retroperitoneali
- stadio III: linfonodi sopradiaframmatici
- stadio IV: metastasi a distanza
La diffusione a distanza avviene prevalentemente per via linfatica; i tumori del testicolo destro coinvolgono i linfonodi dello spazio interaortocavale e successivamente lo spazio precavale, paracavale, mentre quelli del testicolo sinistro metastatizzano ai linfonodi preaortici. I testicoli ritenuti possono drenare direttamente ai linfonodi iliaci omolaterali. I linfonodi interessati in seconda istanza sono i paraortici bilaterali, i mediastinici ed i sovraclaveari per via ascendente, i pelvici ed inguinali per via reflua. Le metastasi per via ematogena (polmone, cervello, ossa, fegato, cute) sono rare e tardive, e comunque successive a quelle linfatiche.

Sintomi. All'inizio sono scarsi o assenti. In seguito possono comparire:
- dolore (per infarto del parenchima), ma più spesso senso di peso
- tumefazione diffusa del testicolo o massa solida localizzata (devono sempre fornire il sospetto, proprio perché possono non essere presenti altri sintomi); tutte le tumefazioni dure all'interno del testicolo vanno portate all'esplorazione chirurgica
- presenza di una falda liquida attorno al testicolo (d.d. con l'idrocele)
- ginecomastia (più comune nei tumori interstiziali)
- sintomi da metastasi (dispnea, dolore al rachide, edemi agli arti inferiori da compressione della cava o dei vasi iliaci da parte dei linfonodi interessati, vomito da interessamento dei linfonodi retroduodenali)

Diagnosi.
- Markers tumorali (ogni tumore esprime markers specifici; vanno chiesti LDH, beta-HCG ed alfa-fetoproteina)
- Ecografia
- TC (per la stadiazione)
- Esplorazione chirurgica (inguinotomia, orchifunicolectomia con clampaggio del peduncolo vascolare, ed esame istologico del pezzo operatorio)

Terapia. Per i seminomi al I stadio, dopo l'orchifunicolectomia occorre prevenire / trattare la formazione di ripetizioni ai linfonodi retroperitoneali, evento molto frequente; a tale scopo si effettua irradiazione dei linfonodi retroperitoneali, mentre meno indicate sono la chemioterapia con derivati del platino e (ancora meno) la linfadenectomia retroperitoneale. Per i seminomi in fase avanzata si effettua radioterapia retroperitoneale a dosi maggiori oppure chemioterapia con BEP (bleomicina, etoposide, cisplatino). I tumori a cellule non germinali al primo stadio richiedono invece la linfadenectomia retroperitoneale, perché tali linfonodi sono più spesso coinvolti; come alternativa il paziente si può sottoporre a controlli seriati TC (circa 1 volta ogni 1-2 mesi per i primi 2-3 anni), passando alla chemioterapia con BEP se compaiono metastasi.